BOLZANO E LAGO DI CAREZZA

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 DOMENICA 30 AGOSTO

Partenza in pullman Gran Turismo di prima mattina con ritrovo nei vari luoghi concordati in fase di prenotazione.
Inizio del viaggio via Aprica - Passo del Tonale. Brevi soste durante il tragitto.
Proseguimento via Autostrada da Mezzocorona fino all’uscita per Bolzano per proseguire poi verso la Val d’Ega.
Per una breve sosta si raggiunge il SANTUARIO DELLA MADONNA DI PIETRALBA, il luogo di pellegrinaggio più importante dell’Alto Adige che si erge possente ad un’altitudine di 1520 metri tra prati e boschi.
Qui, nel 1553, la vergine Maria apparve all’eremita Leonhard Weissensteiner dopo che cadde in una gola profonda.
Leonhard costruì una cappella in onore della Vergine Maria, la quale venne presto ampliata diventando l’odierno edificio barocco. L’imponente convento venne aggiunto in seguito. Nel 1925, il Santuario venne dato all’Ordine dei Servi di Maria. Nell’estate del 1988, questo luogo divenne celebre grazie alla visita di Papa Giovanni Paolo II. Papa Giovanni Paolo I apprezzò il Santuario come luogo di villeggiatura estiva. Tempo a disposizione per la visita alla chiesa che custodisce suggestivi tesori d’arte come la pietà raffigurante la Madonna Addolorata, l’altare principale ricoperto da lamine d’oro e d’argento e splendidi affreschi.
 
Si riprende il viaggio e superato il comune di Nova Levante si raggiunge il LAGO DI CAREZZA a 1.520 metri di altitudine, una delle destinazioni turistiche più famose e apprezzate di tutto l’Alto Adige.
E’ uno dei laghi più belli delle Dolomiti: tutto attorno ci sono splendidi boschi di abeti e nelle sue acque cristalline si specchia il massiccio del Latemar che dà all’ambiente circostante un tocco di magia.
Conosciuto anche come “Lago dell’Arcobaleno”, è alimentato da sorgenti sotterranee, dunque la sua profondità e l’estensione delle sue acque cambiano in base alla stagione: in primavera quando la neve si scioglie e i fiumi sotterranei sono in piena esso raggiunge la sua massima espansione, arrivando a quasi 300 metri di larghezza. D’inverno, al contrario, la portata delle acque sotterranee cala notevolmente; ciò porta ad una conseguente diminuzione delle dimensioni e della profondità, facendo sì che divenga completamente ghiacciato e coperto con uno strato di neve.
Un sentiero semplice circolare consente una rilassante passeggiata di circa 20 minuti attorno al lago per ammirare, immersi nella natura, lo specchio d’acqua che incanta con i suoi che vanno dal turchese al verde smeraldo. 
In vari posti sono stati ricavati dei punti panoramici dove ci si può fermare e gustare lo splendido paesaggio con vista sulle due famose cime, Catinaccio e Latemar, che si rispecchiano sulle acque cristalline.
Nonostante le dimensioni ridotte il Lago riserva molte sorprese e diversi spunti che invitano a scoprire ogni suo angolo. Dalle acque spunta la statua di una ninfa a ricordare una curiosa leggenda: come molti altri laghi alpini anche il lago di Carezza ha la sua leggenda che narra della bellissima Ondina, una ninfa abitante della zona. Lo stregone del Latemar se ne innamorò e provò a rapirla facendo apparire sopra il lago un bellissimo arcobaleno per attirarla, ma quando Ondina uscendo dalle acque vide lo stregone, fuggì spaventata. Lo stregone allora, molto arrabbiato, distrusse l’arcobaleno in mille pezzi e lo gettò nel lago. Ecco perché ancora oggi il colore delle sue acque è così bello e splendente!
 
Prima di risalire in pullman per raggiungere Bolzano, che dista dal lago 23 Km, ci sarà modo di ristorarsi presso il bar accanto al Lago. Arrivo a BOLZANO alle ore 13.00 circa.
Pranzo libero con possibilità di scelta tra i ristoranti e le numerose birrerie per gustare i piatti preparati con prodotti regionali e legati alla tradizione locale: speck, canederli, selvaggina, stinco di maiale al forno e bolliti di carne serviti con crauti, contorni agrodolci, mirtilli rossi o gelatina di ribes. 
Non mancano i dolci da scegliere tra strudel, frittelle di mele, biscotti, cioccolata o un succo di mela caldo.
 
Il pomeriggio è a disposizione per scoprire la città e il suo centro medievale che si snoda in un reticolo di stradine, portici, cornici rinascimentali, insegne in ferro battuto e facciate affrescate.
Da vedere sono la chiesa dei Domenicani, l’animatissima piazza Erbe con la statua del Nettuno e la via Portici, in cui si fronteggiano i portici italiani – sul lato sinistro – e quelli tedeschi sul lato destro. Pregevoli i musei, capitanati da quello 
archeologico con la sua star, Ötzi, il pastore di cinquemila anni rinvenuto fra i ghiacciai posti tra la Val Senales e l’Austria.
 
Nel tardo pomeriggio è prevista la partenza per il viaggio di rientro con arrivo nelle varie località di partenza in tarda serata.
 
  
 
Il viaggio verrà effettuato con minimo 25 persone partecipanti
E’ garantita una giornata in sicurezza nel rispetto delle norme al momento previste dal Ministero della Salute.
 
 
La quota comprende: 
Viaggio in pullman Gran Turismo –  accompagnatore – assicurazione medica.
 
La quota non comprende:
Eventuali extra personali e tutto quanto non specificato alla voce “la quota comprende”.
 
 
Curiosità sul Lago di Carezza
Attorno al lago e al Latemar si estende per 700 ettari un bosco di abeti rossi che, oltre a segnare i locali confini, è utilizzato per ricavare (in modo del tutto controllato: il bosco è gestito dall’Azienda Provinciale Foreste e Demanio secondo criteri ecosostenibili) del legname pregiato. Si tratta di un legno sano e compatto, definito come “legno armonico”. Presenta anelli di accrescimento molto ravvicinati tra loro ed è perfetto per la costruzione di strumenti musicali. Una tipologia di abete che si sviluppa grazie a condizioni particolarmente favorevoli: altitudine (poco superiore a 1500 m), venti deboli, scarso irraggiamento solare. Non un semplice bosco, ma una vera e propria riserva di legno armonico che accoglie ogni anno tantissimi esperti maestri liutai provenienti da ogni angolo del mondo.
 
Cosa è successo nel 2018? Un vero e proprio disastro naturale!
Il ciclone Vaia devastò, negli ultimi giorni di ottobre del 2018, molte zone della Germania, della Svizzera, dell’Austria e del Triveneto. Raffiche di vento violentissime che mai prima avevano interessato queste aree e che rasero al suolo circa 5000 ettari di boschi in 86 diversi comuni dell’Alto Adige. Anche il bosco del Latemar che abbraccia il Lago di Carezza non è scampato al pericolo. Molti alberi caduti sono ancora lì, ma si sta agendo per donare nuova vita a questi luoghi dopo la tempesta. Nello specifico, si sta favorendo il rimboschimento puntando alla rinnovazione naturale: sfruttando piante come il sorbo, l’acero di monte, la betulla e il pioppo tremulo si sta cercando di preparare, in modo del tutto naturale, il terreno la ricrescita dell’abete rosso. L’impatto del ciclone Vaia è stato devastante e, seppur la bellezza dei luoghi è stata intaccata e lo sguardo continua a perdersi tra scorci paesaggistici mozzafiato, l’intero habitat è cambiato. Gli esperti affermano che dovranno passare circa 120/150 anni prima che i boschi di abete dei comuni colpiti tornino ad essere come prima.
 Come funziona